Intelligenza artificiale: davvero è una minaccia?

Intelligenza artificiale: davvero è una minaccia?

L’avvento dell’intelligenza artificiale, che già sta diventando realtà, è destinato a cambiare radicalmente il modo di concepire il lavoro, ma non solo.
La preoccupazione principale, per molti, rimane il timore che i robot possano rubare posti di lavoro ma, secondo lo scienziato ed imprenditore Jerry Kaplan, la robotica porterà ad una serie di vantaggi e benefici che rivoluzioneranno in positivo il mondo del lavoro.

Ovviamente, questa rivoluzione imminente minaccia alcune mansioni più di altre, a cominciare da quelli che prevedono un lavoro manuale o basate su transazioni ripetitive o analisi teoriche.
Al contrario, le professioni che non potranno essere rimpiazzate dai robot, né ora né in futuro, sono quelle che prevedono un approccio flessibile ai problemi o che richiedono qualità umane come l’empatia e la fiducia.

Come fare, dunque, per affrontare la technological unemployment e scongiurarla? In primo luogo, sostiene Kaplan, occorrono percorsi di formazione e di apprendimento, non solo di aggiornamento, per i giovani ma anche per i meno giovani, che devono necessariamente adeguarsi a un mondo del lavoro in continua evoluzione.

Per prevedere, invece, le professioni favorite, occorre guardare alla gig economy, che tende ad avvantaggiare chi sposa la flessibilità e chi non ha un solo datore di lavoro.